Archivio mensile:febbraio 2014

5 e 6 luglio 2014 Poggio-Vallefredda

Armando PontoneAV5W1882Quella in programma quest’anno sarà la decima edizione della Poggio-Vallefredda, nata per caso in sostituzione della Incoronata-Portella, ma sulle ceneri della Isola del Liri-Arpino, oramai la Poggio-Vallefredda si è conquistata un posto in pianta stabile nel CIVS (Campionato Italiano Velocità in Salita). Il Moto Club Franco Mancini 2000, ha già messo in moto con largo anticipo la macchina organizzativa per l’edizione 2014, per essere sicuri di organizzare una gara perfetta, e candidarla alla titolazione europea nel 2015. Certo si tratta di sogni ambiziosi, ma a noi ciociari non mancano certo le qualità per cogliere questo obbiettivo. a tal proposito va ricordato, che a giorni sarà operativo anche il CPS (Comitato Pro Salita) diretto da Paolo Romano in collaborazione con Roberta Alonzi e Antonio Trulli. Per tanti versi, l’edizione 2014, sarà una gara che presenterà aspetti totalmente nuovi e che dovrà essere il biglietto da visita della ciociaria per entrare di diritto nell’elite europea.

COMITATO PRO SALITA

Miss Cronoscalata 2013DSC_0059DSC_0488testata-web-11.jpgRagazzi anche quest’anno il CPS (Comitato Pro Salita) sarà al fianco del Moto Club Franco Mancini 2000, nell’organizzazione della Poggio-Vallefredda. A partire da quest’anno il CPS sarà coordinato da Paolo Romano cui si affiancheranno Roberta Alonzi e Antonio Trulli.                  Il CPS è un comitato aperto a tutte le persone che vogliono dare il loro contributo all’organizzazione di questo importante evento motociclistico. Il CPS si occuperà in buona sostanza di tutto quello che è il contorno colorato e festoso della gara, es. Paddock, festa del sabato sera, stand ecc. il CPS non è un comitato per soli maschietti, ma anzi è aperto anche alle donne, che potranno portare le loro idee per rendere questa gara unica e farla diventare motivo d’orgoglio per tutti noi ciociari. Quindi dai anche tu il tuo apporto, diventa protagonista, aderisci anche tu al Comitato Pro Salita, seguici su queste pagine, su facebook, inviaci una mail a: francomancini2000@hotmail.it . A breve ci sarà la prima riunione del CPS, per conoscerci e per prefissarci gli obbiettivi da conquistare.

Franco Mancini l’ASTRO ciociaro

franco mancini copertina[1]Franco Mancini su MV Agusta 125 Bialbero[1]1384168_666867080012949_1139349494_nEra il 3 marzo del 1930, quando ad Isola del Liri, in casa del Dott. Pietro Mancini, venne alla luce, un bimbo, cui fu dato il nome di Franco. I coniugi Mancini, erano ignari del fatto che avevano dato alla luce un Astro, (nome che avrà una grande importanza nella vita futura di Franco Mancini) il cui splendore si sarebbe poi riflesso in tutta Italia.  Nell’Italia del dopoguerra, le aziende motociclistiche, si erano rese conto che gli italiani avevano bisogno di potersi muovere velocemente e con poca spesa, ecco allora il fiorire di motocicli dal costo non troppo oneroso, quali: la Lambretta, la Vespa, lo Scooter 125 Agusta, il Cucciolo Ducati, ecc. Quindi per Franco Mancini, come per tanti altri piloti, il debutto inevitabilmente, non poteva che avvenire, in sella ad una di questa motorette.
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Papà Pietro, non vedeva di buon occhio l’iniziativa del figliolo Franco, e gli aveva proibito di prendere parte alle competizioni, ma Franco oramai colpito da quella malattia inguaribile conosciuta con il nome di “motociclismo” e che solo l’intenso profumo di benzina ed olio è in grado di lenire, decise di contravvenire al volere del padre, ed iniziò ad iscriversi alle gare con lo pseudonimo di ASTRO, in modo da poter tenere segreta al padre la sua partecipazione alle gare. Questo escamotage, ebbe comunque vita breve, perché il talento innato di Mancini lo portò subito a mettersi in evidenza ed a vincere svariate corse, questi promettenti risultati, fecero cadere anche le ultime opposizioni di papà Pietro, anche se non gli concesse mai il suo benestare. Franco, passava intere giornate a Tavernanuova, dove si trovava l’officina del suo primo meccanico, da tutti conosciuto con il soprannome di”Croccantino”, Mancini amva molto curare e personalizzare la sua moto e passava molto facilmente senza difficoltà alcuna, da una moto all’altra, difatti ha corso con: Mondial, Gilera, MV Agusta, Parilla, Ducati e Rumi.  ASTRO, pilotava moto di media cilindrata, ma grazie alla sua classe, in diverse occasioni, riuscì a mettere dietro anche piloti blasonati ed in sella a moto di cubatura più grande ed una valida testimonianza è la gara in salita Ariccia-Madonna del Tufo, disputatasi il 01 Luglio del 1961, dove Franco in sella alla sua  Parilla 250 e con il tempo di 3’29”01 alla media di 110,182km/h vinse la classifica assoluta e stabilì il nuovo record del tracciato. In quegli anni Mancini strinse un grande legame  con Cleto Catallo, figura che assumerà un’importanza rilevante e strategica nella carriera di Franco, Catallo lo seguiva in ogni gara, passando senza remora alcuna, dal ruolo di meccanico a quello di Direttore sportivo. Dal 1960 al 1963 ASTRO, colse ben quarantadue vittorie e vinse il titolo di classe per tre anni consecutivamente. Mancini fu anche a sua insaputa, la cavia sul campo, di qualche casa motociclistica, che gli forniva moto con tecnologie non ancora note, le moto gli venivano spedite tramite ferrovia solo uno o due giorni prima della gara, direttamente sul luogo di svolgimento della gara, quindi senza poter conoscere alcun particolare costruttivo, ed in caso di avaria bisogna avere l’assenso della casa per poter aprire il motore. Le vittorie di Franco non passarono inosservate, ed in particolare Ferruccio Gilera patron dell’omonima casa motociclistica, convocò Mancini, per una serie di test a Monza in sella alla Gilera 500 4 cilindri, insieme al barone del motociclismo l’inglese Geoffrey Duke ed a Gilberto Milani. Alcuni giorni dopo, questo test, esattamente il 24 novembre 1963, in attesa della risposta della Gilera, Astro si recò con la sua “Matta” (così amava chiamare la sua Parilla 250cc) all’autodromo romano di Vallelunga, per  effettuare una seduta di allenamento, ma nel corso di uno dei tanti giri, Franco scivolò, terminando la sua corsa, contro un guard-rail, i meccanici tutti, accorsero velocemente, ma nulla poterono. Si era così spento l’ASTRO ciociaro che con con la sua splendente classe aveva illuminato l’Italia intera. Al suo ritorno nel paese natìo, fu accolto da un bagno di folla, che volle regalare l’ultimo saluto al suo campione. Ironia della sorte alcuni giorni, dopo tramite posta arrivò la convocazione alla corte della Gilera per disputare in veste di pilota ufficiale il mondiale 1964con la Gilera 500  4 cilindri.

Come un Astro la sua vita è transitata molto velocemente su questa terra, ma ha lasciato un segno indelebile.

 

                                                                                              Williams Alonzi